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martedì 11 giugno 2013

# Bacheca Pelosa # Il coniglio come compagno di vita [OIPA]

Il coniglio come compagno di vita
La Collina dei Conigli Onlus - Centro di Recupero per Animali da Laboratorio
Parco di Monza - www.lacollinadeiconigli.net




La scelta del conigli come animale da compagnia è sempre più diffusa e negli ultimi anni la sua presenza nelle famiglie italiane è aumentata moltissimo: si stima infatti che abbia raggiunto il terzo posto tra gli animali d'affezione. Tuttavia sul suo conto ci sono ancora troppe convinzioni errate e molte persone non sanno come gestirlo correttamente.

Bisogna tener presente che si tratta di un animale preda, timoroso e diffidente per natura, e conquistare la sua fiducia potrebbe richiedere tempo e pazienza.

Questo animaletto silenzioso ha un linguaggio tutto suo e bisogna osservarlo attentamente per poterlo comprendere appieno. Nonostante ciò, riesce a farsi capire e a esprimere le proprie simpatie o antipatie.

Ad esempio, il coniglio Bubu, gentile con la compagna Letizia e amorevole con la sua bipede Betta, è invece in conflitto con il bipede Luca e , appena i loro occhi s'incrociano, lui alza il codino e fa pipì, poi va via indignato, ma loro lo amano anche per questo.

Ma come si gestisce un coniglio?
Non bisogna sottovalutare l'impegno che richiede (sia economico, sia in termini di tempo) perché la sua vita può durare anche oltre 12 anni, durante i quali avrà bisogno di vaccinazioni e visite veterinari almeno due volte all'anno.
Sarà importante farlo sterilizzare per garantirgli un benessere fisico e psichico, infatti esiste il rischio, per le femmine non sterilizzate, di ripetute gravidanze isteriche e nell'80% dei casi, dopo due anni di vita, si sviluppano tumori all'apparato riproduttivo, mentre nei maschi gli ormoni in circolo possono essere fonte di notevole stress e portare il coniglio alla continua necessità di marcare il territorio e a comportamenti aggressivi.

Il veterinario dovrà essere specializzato in animali esotici, affinché possa prendersi cura correttamente di lui.
Si tratta di un animale delicato e che, in quanto preda, tende a nasconde i suoi malesseri, bisogna quindi saper cogliere ogni piccolo segnale per essere certi di poter intervenire tempestivamente.
Quando un coniglio sta male, un ritardo potrebbe essergli letale!

Sfatiamo il mito che il coniglio sia un animale da gabbia! Basti pensare che è in grado di saltare più di un metro d'altezza e correre fino a 75km/h per capire quanto sia crudele forzarlo alla reclusione.
Un coniglio in gabbia è infelice, nervoso e aggressivo e ovviamente non potrà dare quel ritorno affettivo che ci si aspetterebbe da un animale da compagnia.

Ogni coniglio ha la sua personalità, ma per poterlo apprezzare è necessario lasciargli la totale libertà di esprimersi e interagire con noi.

Se non siamo disposti ad accettare qualche rosicchiata, pallina o laghetto in giro per casa, se vogliamo avere sempre la casa perfetta e senza peli sul divano, il coniglio (o qualunque animale!) non fa per noi.
Se invece vogliamo un animale che con noi contribuisca a rendere la casa vissuta, allora basterà qualche piccolo accorgimento per renderla " a prova di coniglio " e salvaguardare così i nostri arredi e la sua salute.

Dietro un atteggiamento apparentemente distruttivo si può anche nascondere uno stato di disagio che può essere dovuto a diversi fattori (mancanza di attenzioni, un cambiamento in casa, ... ) e sta a noi cercare di risolvere il problema.
Un esempio? Il coniglio Ricky, ariete testardo, che è stato abbandonato due volte perché devastava la casa e invece adesso, con la sua nuova famiglia, si comporta benissimo, a dimostrazione del fatto che ambiente e persone possono influenzarne il comportamento.

Il coniglio è un animale pulito e imparerà a usare la lettiera per i bisogni esattamente come fanno i gatti. Per la sua sistemazione saranno sufficienti una lettiera, un portafieno, un beverino e qualche gioco a sua disposizione ( si tratta infatti di un animale intelligente e curioso, che ha bisogno di stimoli per non annoiarsi ) .

Cosa mangia il coniglio? L'alimento principale è il fieno, che dovrà essere a sua disposizione 24 ore su 24 e sostituirà l'erba che mangerebbe in natura. La sua dieta poi sarà integrata da un vasto assortimento di verdure e ogni tanto potrà comprendere qualche pezzetto di frutta.
Ricordiamo che il coniglio è un animale erbivoro stretto e non dovrà mai essere alimentato con mangimi a base di semi e cereali, che purtroppo si trovano comunemente in commercio.

In ultimo facciamo presente che il coniglio è un animale sociale e che , per quanto possa apprezzare la compagnia umana, ha bisogno anche di quella di un suo simile.

Se vi sentite pronti ad aprire la vostra casa a un coniglio, o meglio ad una coppia di conigli, non acquistateli, scegliete l'adozione!
In questo modo non incrementerete lo sfruttamento e il traffico di esseri viventi e regalerete un seconda possibilità a un animale sfortunato.
I conigli in cerca di casa sono tantissimi, recuperati dai frequenti abbandoni o dai laboratori di sperimentazione, e voi potreste cambiare il loro destino!




Nota della Blogger :
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

Se l'articolo vi ha colpito, interessato, se ha suscitato in voi qualche emozione, vi invito a scoprire
l' Organizzazione OIPA Italia Onlus  e le loro battaglie www.oipa.org/italia

martedì 4 giugno 2013

# Bacheca Pelosa # Soccorso agli animali feriti [OIPA]

Soccorso di animali feriti: un dovere morale ma anche un adempimento di legge




Da qualche tempo stiamo assistendo a comunicazioni televisive e a mezzo stampa sull'omissione di soccorso degli animali feriti. 
Analizziamo quindi cosa prevede la legge in materia cercando id dare qualche consiglio prativo per comprendere come precedere se ci troviamo coinvolti o assistiamo ad un indicente stradale con danno ad animali.

Con la Legge n. 120/10 "Disposizioni in materia di sicurezza stradale", è stata introdotta un'importante disposizione a tutela dei diritti degli animali .
L'Art. 1 89, comma 9 bis, del Codice della Strada prevede la violazione che possiamo definire amichevolmente "omissione di soccorso" di animali feriti, in occasione di un sinistro stradale.
" L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o pretetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno" .
Chiunque non ottempera a tali obblighi è punito con al sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559 . Inoltre "le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso". In tal caso, la violazione comporta una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311 .
Sanzione pecuniaria più elevata per colui che ha cagionato l'incidente ma obbligo di soccorso da parte di Tutti colore che rimangono coinvolti.

Notiamo, inoltre, che la tutela riguardante non è limitata agli animali d'affezione e sussiste l'obbligo di soccorso a prescindere che l'animale sia o meno di proprietà privata. La violazione comporta quindi un illecito amministrativo, ma non la violazione di legge penale e, pertanto, non risulta possibile considerare "reato" l'omissione di soccorso di animali feriti, anche se la giurisprudenza pare essere dalla nostra parte.

Il caso si riferisce alla citazione a giudizio di una donna per il delitto di maltrattamento di animali perché la stessa, dopo avere investito accidentalmente un gatto, senza necessità e giustificazione alcuna, ometteva di prestare all'animale le dovute cure, impedendo anche ad altre due persone di accedere all'interno del cortile dove si era verificato il sinistro e di poter portare l'animale ferito dal veterinario, cagionandone così la morte che sopravveniva dopo due giorni di agonia.

Successivamente il GIP del Tribunale di Busto Arsizio dichiarava di non dover procedere in quanto le lesioni riportate dal gatto non furono conseguenza di sevizie e il comportamento omissivo tenuto dall'imputata non integrava il reato di maltrattamento; insomma, per il giudice nessun reato in mancanza di un'azione dolosa.

Ma il Procuratore Generale non si è fermato e ha effettuato ricorso avverso la sentenza.
La Corte di Cassazione, Sessione III, con sentenza n. 29543/11 ha evidenziato che il fatto non appare integrare l'ipotesi di delitto di maltrattamento di animali ma, si legge nella sentenza, "sussiste però l'evento di morte dell'animale previsto dall'art. 544 bis c.p. (...)".
La condotta tenuta dalla donna, ovvero l'aver impedito ad altre persone di soccorrere l'animale e di non essersi fermata per le opportune cure del povere gatto, può qualificarsi come un comportamento omissivo con ha cagionato la morte dell'animale. Sulla base delle osservazioni della Corte, gli atti sono stati quindi rimessi al Pubblico Ministero per potere dimostrare il comportamento illegittimo della donna.

La modifica al Codice della Strada ha previsto anche la possibilità dell'uso di sirena e lampeggiante per le ambulanze e i mezzi di soccorso per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi di urgenza. Un apposito Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - n. 217 del 9/10/2012- ha disposto un Regolamento di attuazione, definendo le condizioni per le quali il trasporto di un animale può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, e la documentazione da esibire dopo l'eventuale controllo da parte delle autorità di polizia stradale.

Ma come comportarsi se ci troviamo coinvolti in un sinistro stradale con animali feriti?
La prima cosa da fare è contattare le forze di polizia, segnalando dove ci troviamo e chiedere un tempestivo intervento per il soccorso dell'animale.

Il dipartimento veterinario dell' ASL territorialmente competente può infatti intervenire per il soccorso dell'animale.
Nel caso in cui non sia possibile ottenere aiuto dal personale specializzato, possiamo recarci con l'animale presso la clinica veterinaria più vicina.
Inoltre, se siamo testimoni di omissione di soccorso di un animale ferito, cerchiamo di raccogliere tutte le prove  del caso, al fine di segnalare il trasgressore alle autorità competenti, affinché sia sanzionato con multe salate !


Nota della Blogger:
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

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martedì 28 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Colonie Feline, Istruzioni per l'uso [OIPA]

Colonie Feline: Istruzioni per l'uso



Se pensiamo ai gatti che vivono in liberà ad alcuni forse verrà in mente il famoso felino di un cartone Disney, Romeo il gatto del Colosseo, sornione micio rosso senza padrone che bighellonava per le strade. Probabilmente il simpatico Romeo apparteneva a quella che si chiama colonia felina, ma cerchiamo di capire insieme che cos'è.

Contrariamente a quello che molti pensano il gatto non è un animale girovago, o meglio, lo è fino a che riesce a trovare un territorio ottimale dove può facilmente reperire del cibo e in cui si sente protetto.

A quel punto vi si stabilisce insieme ad altri membri e crea quella che chiamiamo una colonia felina: un vero e proprio gruppo sociale, in cui vigono tra gli appartenenti norme di convivenza ben precise.

Tutti siamo portati da tempi immemori a considerare il gatto un animale domestico. Non sono pochi quelli che stentano a credere possa vivere bene anche senza una cuccia morbida, una ciotola di crocchette e un tiragraffi al seguito, ma è davvero così?

Dobbiamo riconoscere che nonostante il gatto viva a stretto contatto con l'uomo da ormai migliaia di anni ha saputo conservare la sua indipendenza e il suo istinto meglio di chiunque altro.

Questo fa si che la colonia felina, se gestita bene, possa essere un ambiente ottimale in cui i gatti possano vivere in libertà. Senza dubbio, perché questo accada, è essenziale garantire le condizioni di sicurezza degli appartenenti, infatti il ruolo principale della "gattara", oltre a quello di nutrirli, è quello di soccorrerli prontamente in caso di necessità.
Tutti i componenti della colonia felina sono infatti prontamente sterilizzati e testati per le principali malattie infettive, e questo non è certo un compito facile, in quanto oltre ad avere quotidianamente a che fare con epidemie, nuovi arrivi e di conseguenza cuccioli e gestanti, ci si deve scontrare con il pericolo dell'uomo.

E' anche vero che da quanto le colonie feline sono tutelate dai responsabili qualificati, le persone stanno più attente a rispettare la legge.

Quest'ultimo è uno degli aspetti più importanti relativo alle colonie feline; devono infatti essere censite e registrate alla ASL di competenza da un'associazione o da un ente protezionista e sono conseguentemente tutelate dalla legge 281 del 1991, secondo la quale nessuno può spostare i gatti, che hanno diritto ad essere accuditi nel rispetto delle norme igieniche nella loro sede abituale.
La legge prevedeva l'integrazione delle norme da parte di altre leggi regionali, quindi, a seconda della vostra regione, le cose possono cambiare su alcuni aspetti.

Quello che è certo è che i gatti hanno il diritto di essere accuditi e nutriti e che le ASL devono farsi carico delle sterilizzazioni senza dimenticare che sempre la stessa legge condanna gli atti di crudeltà ed i maltrattamenti nei confronti di qualsiasi animale.

Secondo l'ultimo censimento, attualmente in Italia sarebbero presenti circa 8 milioni e mezzo di gatti. E' una cifra che può impressionare ma non è difficile comprendere che il numero è di molto superiore alle famiglie disposte ad ospitarli.

Alcuni studi illustrano gli allarmanti dati in caso di mancata sterilizzazione ebbene in soli 6 anni una gatta può generare potenzialmente 70.000 discendenti. Sono cifre da capogiro che ci fanno comprendere l'importanza della sterilizzazione all'interno delle colonie feline, specialmente tenendo conto del fatto che un gran numero di malattie si trasmettono con graffi e morsi, prerogativa dei combattimenti durante i calori come l'immunodeficienza felina (FIV) o la peritonite infettiva (FIP).

L'OIPA gestisce rifugi protetti, immersi nel verde mirati ad arginare il problema sempre più elevato del randagismo della zona. Un piccolo parco verde a disposizione dei mici che hanno la fortuna di abitarvi: alberi su cui arrampicarsi, cespugli in cui nascondersi, cuccette in cui riposare e vaschette di cibo e acqua che puntualmente vengono pulite e riempite dai volontari, che costantemente si occupano degli abitanti dell'oasi.

Le leggende metropolitane vedono le "gattare" come individui bizzarri sempre un po' bistrattat, ma la realtà è molto differente; i volontari e le volontarie che gestiscono le colonie feline sono persone meravigliose, disposte ad appostamenti di ore, magari di notte o al gelo, per catturare un membro malato, disposte ad organizzarsi per distribuire il cibo a orari regolari, in modo che i gatti si abituino ad esser presenti, che soffrono quando uno di loro purtroppo non ce la fa e che allestiscono cucce calde d'inverno e freschi ripari in estate per il benessere dei loro amati gatti.

Apprezziamo quindi queste persone e l'immenso lavoro che svolgono, ricordando che ognuno di noi può dare il suo contributo donando del cibo o aiutando fisicamente chi si occupa delle colonie feline.



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martedì 21 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Randagi in difficoltà ? L'OIPA risponde [OIPA]

Randagi in difficoltà? L'OIPA risponde. Nel 2012 la sede nazionale ha donato oltre 180 quintali di cibo per cani e gatti in tutta Italia




Grazie al contributo di soci e sostenitori l'OIPA ha potuto fare la differenza per migliaia di animali randagi in tutta Italia.

Nel 2012 la sede nazionale ha potuto acquistare oltre 180 quintali di cibo destinati a gattili, canili, colonie feline curate dai volontari e cani randagi delle zone a più alto tasso di randagismo, come Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Gli alimenti sono stati acquistati solo da aziende appartenenti alla lista definita positiva perché non si avvalgono di test sugli animali. La si può consultare QUI ( http://www.oipa.org/italia/petfood/liste.html )

L'ingente quantitativo di cibo distribuito si va ad aggiungere ai 220 quintali di scatolette e crocchette donate da Almo Nature alle sezioni emiliane dell'OIPA per gestire l'emergenza terremoto in Emilia Romagna a giugno 2012. Si può leggere qui l'articolo relativo all'attività svolta QUI ( http://www.oipa.org/italia/2012/randagismo/terremotoalmo.html ) .

La sede nazionale OIPA, inoltre, raccoglie quotidianamente pet food grazie ai tavoli informativi organizzati presso i centri commerciali e lo distribuisce direttamente alle oltre 90 sezioni OIPA distribuite in tutta la penisola affinché possano sfamare gli animali che accudiscono.

Grazie al vostro supporto abbiamo potuto fare la differenza per tanti animali. Continuate a sostenerci! (Grazie anche da parte della Blogger! )


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martedì 14 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Shiseido: stop ai test sugli animali [OIPA]

Shiseido: Stop ai test sugli animali



Il 28 febbraio 2013 Shiseido, la maggiore azienda cosmetica giapponese, ha annunciato lo stop dei test sugli animali per i cosmetici e i prodotti semi-farmaceutici, inclusi i test commissionati a terzi.

Il divieto entrerà in vigore ad aprile 2013.

Dal 2009 la lega membro OIPA JAVA (Japan Anti-Vivisection Association) ha lanciato la campagna "Salva i conigli! Protesta contro i test per i cosmetici" raccogliendo firme contro Shiseido e chiedendo lo stop dei test sugli animali e l'introduzione di metodi alternativi.

Inizialmente la compagnia ha mostrato indifferenza, ma grazie alle pressioni delle associazioni animaliste come JAVA, degli attivisti e dei consumatori, Shiseido ha organizzato cinque incontri interni tra giugno 2011 e gennaio di quest'anno per discutere ed esaminare la questione.

L'azienda ha quindi dichiarato che garantirà la sicurezza dei prodotti attraverso dati ottenuti da test già effettuati, test in vitro e test finali sugli umani. Inoltre, la compagnia ha riferito che, in accordo con la direttiva dell'Unione Europea, relativa ai test cosmetici, non eseguiva più test sugli animali già dal marzo 2011.

Esiste tuttavia un'eccezione: il divieto non sarà applicato nel raro caso in cui non esista alcuna alternativa per garantire la sicurezza dei prodotti.

Inoltre, i prodotti esportati verso la Cina continueranno a essere testati sugli animali come richiede il paese.

L'OIPA è soddisfatta dell'importante decisione presa da Shiseido, (e anche noi), ottenuta grazie all'impegno e alla pressione di JAVA e, continuerà a supportare le campagne dell'associazione contro le altre maggiori aziende di cosmetici giapponesi.



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martedì 7 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Stop alla catana in Emilia Romagna [OIPA]

Vittoria Storica: L' Emilia Romagna è la Prima Regione Italiana a vietare la detenzione a catena per i cani.



Il burrascoso iter del progetto di modifica della Legge N.5 del 2005 sul benessere animale in Emilia Romagna è giunto all’epilogo sperato e caldeggiato da tutti coloro che combattono per il rispetto dei diritti animali: la nuova legge regionale vieta infatti, per la prima volta in Italia, la detenzione dei cani alla catena.
 
 Questa vergognosa forma di detenzione, purtroppo molto diffusa, provoca gravi danni fisici e psichici e rappresenta a tutti gli effetti un maltrattamento.

La battaglia ingaggiata dagli animalisti per ottenere questo importantissimo risultato era partita alcuni mesi fa con lo sciopero della fame di un animalista di Ravenna, Davide Battistini, e portata poi avanti dalle associazioni che hanno raccolto firme e si sono battute fino all’ultimo affinché non venissero apportate modifiche peggiorativa alla legge.
 
Un’altra importante innovazione è rappresentata dalla possibilità di ricevere la visita del proprio cane o animale da compagnia per le persone ricoverate in ospedali, case di cura o di riposo: un provvedimento illuminato che prende finalmente in considerazione l’importanza e il valore del rapporto uomo-animale.
 
L’Emilia Romagna ha creato un precedente di civiltà che ci auguriamo possa diventare il termine di paragone per tutte le altre regioni italiane.
 
A tutti coloro che hanno dato voce a chi non può difendere da solo i propri diritti, va il nostro più sentito GRAZIE!
 
 
 
 
 
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martedì 30 aprile 2013

# Bacheca Pelosa # Stop ai test animali sui cosmetici, ma attenzione! [OIPA]

11 Marzo 2013 : fine della violenza sugli animali per i cosmetici (ma facciamo attenzione)



Ci siamo ! A partire dall' 11 Marzo 2013 è in vigore su tutto il territorio dell'Unione Europea il divieto di sperimentazione - leggasi vivisezione - sugli animali per i prodotti cosmetici, intendendo con tale affermazione sia il prodotto finito sia ogni singolo ingrediente o combinazione di ingredienti (divieto di sperimentazione) nonché il divieto di immettere sul mercato europeo prodotti cosmetici finiti e ingredienti o combinazione di essi che siano stati sperimentati su animali in Paesi terzi (divieto di commercializzazione).

Questo divieto è configurabile come un vero e proprio evento storico, una vittoria di tutti quegli animalisti e quei cittadini civili che da decenni si battono contro la tortura di miliardi di animali che ha avuto il solo scopo di arricchire le tasche di industriali senza scrupoli.

Tuttavia, per almeno tre motivi è importantissimo sottolineare che il giustificato entusiasmo dovuto all'entrata in vigore di questo divieto non deve distrarre chi ha a cuore la propria sicurezza e il destino degli animali.

Ma quali sono i test che una nuova sostanza chimica deve superare per essere immessa sul mercato? Innanzitutto, vi sono alcuni test cosiddetti regolatori, cioè obbligatori:
  1. tossicità acuta;
  2. mutagenesi;
  3. tossicità ripetuta;
  4. tossicità riproduttiva (o teratogenicità)
Tuttavia, alcuni ingredienti di futuri cosmetici molto penetranti (e dunque metabolizzabili dall'organismo) devono seguire l'iter dei farmaci ed essere sottoposti anche ai cosiddetti test di tossicocinetica.
Le sostanze che superano questa prima schermatura, affronteranno test più specifici:

a. irritazione della pelle;
b. corrosione della pelle;
c. fototossicità;
d. fotoirritazione;
e. assorbimento percutaneo;
f. irritazione dell'occhio.
Infine, è previsto il test del prodotto finito.

Finalmente, da lunedì 11 marzo 2013, la legge impone che nessun altro animale venga sacrificato per la nostra cieca e sorda vanità e questo -è importante ribadirlo- deve essere considerato un grandissimo traguardo.


 Tuttavia, per almeno tre motivi, ritengo importantissimo sottolineare che il giustificato entusiasmo dovuto all'entrata in vigore di questo divieto -il settimo emendamento della Direttiva cosmetici, che verrà sostituita a luglio dal Regolamento 1123/2009- non deve distrarre chi ha a cuore la propria sicurezza e il destino degli animali.

In primo luogo, infatti, rimane in vigore il Regolamento Reach che stabilisce che qualunque sostanza chimica con la quale l'uomo possa venire in contatto debba essere testata sugli animali qualora non siano disponibili metodi sostitutivi. Questo significa che è ipotizzabile il ricorso a particolari escamotage da parte delle aziende per continuare a sperimentare su animali anche sostanze che poi rientreranno nell'industria della cosmesi.

In secondo luogo, resta il dubbio per tutte quelle sostanze che -pur rientrando nel settore della cosmesi- sono state sino ad oggi sottoposte al regime dei farmaci in quanto in grado di penetrare maggiormente nell'organismo umano. Tali sostanze devono passare anche i test di tossicocinetica e come saranno trattate dopo l'11 marzo non può essere considerato ancora chiaro.

Infine, in terzo luogo, l'articolo 18, paragrafo 2, comma 6, del Regolamento 1123/2009 stabilisce condizioni eccezionali in base alle quali sarà possibile la concessione di deroghe al divieto di sperimentare sugli animali e quanto queste condizioni saranno davvero eccezionali dipenderà anche dal controllo che saprà esercitare l'opinione pubblica.



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martedì 23 aprile 2013

# Bacheca Pelosa # La continua battaglia OIPA





Il 19 Marzo 2013 i principali media italiani hanno diffuso la notizia dell'arresto di narcotrafficanti sudamericani che trasportavano cocaina da Colombia a Messico fino alla nostra penisola e smerciavano in molti comuni italiani attraverso un network di gang.

Fin qui nulla di strano, purtroppo il narcotraffico è una realtà.   

La novità sta nel nuovo metodo di trasporto ideato dai trafficanti: gli ovuli di droga erano infatti nascosti nelle viscere di cani di grossa taglia come San Bernardo, Danesi, Dogo di Bordeaux, Mastino Napoletano.
I cani venivano operati chirurgicamente per inserire ovuli e, dopo essere arrivati in Italia, uccisi e squartati per recuperare la cocaina.

Esseri viventi come "contenitori", una delle ultime frontiere dello sfruttamento spinto al limite dell'essere umano su tutto ciò che lo circonda, poco importa che si tratti di minerali, vegetali o esseri senzienti.

Davanti a tanta indifferenza verso la vita altrui si resta atterriti e la prima sensazione è quella di trovarsi su un treno che corre sempre più veloce verso un baratro di malvagità e distruzione senza ritorno.

E' molto difficile reagire al senso di impotenza che attanaglia quando ci si guarda intorno e si nota che molte battaglie a tutela dei diritti animali iniziate molti anni fa, sono tutt'ora in atto perché lontane dal giungere a un esito positivo.

Al tempo stesso però è difficile non sorridere guardano quanto si sono infoltite le schiere di chi non abbassa la testa di fronte al dolore che viene inflitto ogni giorno nei laboratori di vivisezione, nelle zone di caccia, sotto i tendoni dei circhi, dietro le sbarre degli zoom, negli allevamenti, nei macelli, ma anche, purtroppo, tra le mura domestiche.

Le iniziative per contrastare lo sfruttamento animale, in ogni sua forma, si moltiplicano, così come i volti di chi ha deciso di fare la differenza e di non stare passivamente a guadare.

Il "benessere animale" è un concetto che inizia a essere considerato e, in alcuni casi, compare anche nei punti dei programmi dei partiti politici.

La sensibilità al riguardo sta cambiando e questo avviene anche grazie all'instancabile lavoro delle associazioni e volontari.

Instancabile è un aggettivo che, giustamente, contraddistingue chi lotta per i diritti dei più deboli, di tutti gli esseri viventi che non sono rappresentati in una società che spesso non è a misura d'uomo, figuriamoci di animale.

Non possiamo stancarci perché ci troviamo quotidianamente a un bivio e dobbiamo continuare ad avere il coraggio di scegliere la strada dell'azione.


Nota della Blogger :

Questo articolo è stato interamente preso dall'Editoriale OIPA a cura di Alessandra Ferrari.
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La redattrice si riferisce ovviamente alla lotta per lo sfruttamento animale, ma se guardiamo poco oltre le righe scritte, si può tranquillamente applicare lo stesso discorso anche al genere umano, troppo spesso le fasce più deboli sono vittime di sofferenza, bambini, donne, e colpevole la crisi anche tanti uomini che hanno perso tutto ma non la dignità.
Per questo, per tutti loro, sia pelosi che bipedi, non bisogna abbassare la testa, tutti loro devono essere protetti, questo non è, e non deve , essere la quotidianità e le normali notizie che apprendiamo.


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