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sabato 23 novembre 2019

Incontro Ravvicinato con un Capriolo

Incontri molto ravvicinati 😉

Non gli importa proprio se lo fotografo , tra un po' contratteremo per la possibilità di mettersi in posa 😅

Magari invece del telefono porto la macchina fotografica, qualità e nitidezza migliorerebbero sicuramente 😉



martedì 24 febbraio 2015

#BachecaPelosa - Giochi Pelosi per passare l'inverno in casa

BACHECA PELOSA
 
GIOCHI PELOSI PER PASSARE L'INVERNO IN CASA
 
 
 
 
 
 
Come aguzzare la mente dei nostri amici pelosi e renderli felici anche nelle fredde giornate invernali.
 
 
Piccola premessa: i nostri cani hanno bisogno di uscire, in estate come in inverno.
Con tutte le condizioni climatiche e a tutte le temperature.
 
E non solo per quei pochi minuti necessari a espletare le loro funzioni corporee.
 
Distinguendo in base alle necessità di ogni uno, tutti hanno diritto a una passeggiata, coperti a dovere se sono cuccioli, anziani, di taglia piccola e a pelo corto.
 
 
 
Se piove, bisogna asciugarli al rientro. E se nevica, controllare che le zampe non siano state irritate dal sale, che spesso per evitare il formarsi di ghiaccio viene sparso sui marciapiedi cittadini. (Piccolo consiglio personale, in questo caso è meglio sciacquare le zampe con acqua tiepida o con un panno bagnato, asciugare e poi applicare una crema-gel all'aloe, che assorbe in fretta, non infastidisce con l'odore e il cane non ha la tentazione di leccarsela via).
 
E' comunque sottointeso che durante la stagione fredda il cane passi più tempo in casa.
Per quanto nulla possa sostituire l'aria aperta e il camminare, Ã¨ importante trovare qualche alternativa per fargli passare il tempo, soprattutto in inverno, quando non si può stare molto fuori casa, cosa particolarmente indicata per i cuccioli e gli esemplari anziani.
 
Alcuni giochi possono anche aiutare il cane a superare alcune paure, come quelle delle scale ad esempio.
Basterà utilizzare una scatola, rivoltarla e ricoprirla con un tappetino antiscivolo in modo da creare una passerella su cui il pet possa salire e scendere, magari alzandola un po' alla volta.
 
Ovviamente quanto risolve il gioco, l'animale avrà diritto ad un premio.
 
Si possono anche utilizzare i giochi in commercio, che contengono al loro interno un biscotto.
 
Il pet dovrà impegnarsi per riuscire ad ottenere il suo premio.
 
Infine, per stimolare l'istinto all'esplorazione del cane, provate a disporre per terra sovrapposti una decina di manici di scopa o simili, al di sotto dei quali nascondere dei bocconcini.
 
Vengono consigliati i manici di scopa per la loro struttura in legno che fa assomigliare il gioco ad una esplorazione all'aperto, ma nel caso vanno bene anche dei cuscini.
 
 
 
Per concludere, l'inverno per i nostri amici a quattro zampe è sicuramente più noioso se passano molto tempo in casa, quindi basta armarsi di pazienza e fantasia per fare passare le fredde giornate in modo costruttivo non solo per loro, ma anche per noi. Provare per credere !

martedì 30 dicembre 2014

Auguri di Buon Anno

I migliori Auguri
 
per un bellissimo Ultimo dell'Anno 2014
e un Sereno 2015
 
E ricordate...
 
NO AI BOTTI !!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
Liz e la banda dei pelosi ♥

martedì 4 febbraio 2014

#BachecaPelosa Il #RICCIO - #PetPost The HEDGEHOG

Sempre più frequentemente anche nei centri abitati capita di trovare esemplari di riccio, sono davvero graziosi, molto abitudinari e spesso suscitano una grande voglia di aiutarli.
Sono animali selvatici tutelati dalla legge, non possono essere spostati né trattenuti se non per gravi motivi di salute e devono essere consegnati ai CRAS (centri di recupero animali selvatici) della zona di appartenenza. 

Cerchiamo di capire quali animali è necessario aiutare e quali invece è opportuno non disturbare. 
I ricci sono animali crepuscolari, escono dalle loro tane nelle tarde ore del pomeriggio e continuano gli spostamenti durante tutta la notte. Se vediamo un riccio durante il giorno è un chiaro segnale che qualcosa non va per quel soggetto e dovrà essere, quindi, monitorato. 

Dovranno essere recuperati i ricci feriti, con tagli o escoriazioni evidenti, gli animali che barcollano, che camminano a fatica o che sono sdraiati su un fianco e non sono reattivi. Per natura il riccio è una preda, quindi per non apparire debole agli occhi dei potenziali predatori tende a dissimulare il suo malessere. Quando i sintomi sono evidenti è necessario intervenire tempestivamente, spesso le condizioni sono davvero critiche. 

E' necessario quindi recuperare i ricci che hanno gli occhi chiusi o incrostati e quelli che hanno importanti infestazioni parassitari, molto frequentemente si trovano soggetti con larve, è fondamentale l'intervento tempestivo del veterinario competente. 

Se trovate cucciolate con la mamma NON toccate niente! La mamma potrebbe spaventarsi, ma se non intervenite in nessun modo dovrebbe tornare al nido per accudire i piccoli (osservate a debita distanza dopo alcune ore la situazione). 
Se trovate dei piccoli senza mamma, dovete controllare la loro situazione generale. Se sono tutti insieme nel nido attendente, la mamma potrebbe essere nei paraggi per cercare il cibo. 
Se invece i piccoli sono sofferenti, poco reattivi e sparpagliati nei pressi del nido occorre intervenire tempestivamente. 

I ricci che sono sul ciglio della strada, vicino a tombini, trappole o altro possono essere spostati, ma lasciandoli nella loro zona. Attenzione, questo è molto importante, perchè il riccio in questione potrebbe essere una femmina e avere dei cuccioli da accudire. 

Sono da trattenere e consegnare al centro più vicino tutti i ricci che a fine ottobre inizio novembre non hanno raggiunto il peso di 550/600 grammi, non sopravviverebbero al letargo perchè nono avrebbero scorte sufficienti e non troverebbero in inverno il cibo necessario per nutrirsi. 
Segnale preoccupante anche vedere i ricci vaganti durante il periodo invernale. In questo periodo dovrebbero essere infatti in letargo e si dovrebbero svegliare solo saltuariamente. Questa è una situazione da monitorare ed intervenire se necessario. 

Cosa fare quando si trova un riccio in difficoltà:
Metterlo in una scatola a bordi alti (almeno 50 cm) in cui avrete posizionato sul fondo della carta, una boulle dell'acqua calda, ma va benissimo anche una bottiglietta di acqua calda avvolta nella carta, che occupi al massimo metà della superficie della scatola. 
E' necessario che vengano posti in una stanza tranquilla e silenziosa, senza che altri animali possano disturbarli. 
Prima di alimentarli è necessario che la loro temperatura sia stabile, la pancia al tatto non deve risultare fredda. 
Potete somministrare acqua e zucchero, e solo successivamente provare a somministrare cibo. 
Fondamentale è non improvvisare cure e non somministrare nessun tipo di farmaco o antipulci senza avere sentito il parere del veterinario. 
Se il riccio è ferito la visita del riccio deve essere fatta in giornata. 
Attenzione alle piscine, soprattutto in inverno, mettete all'interno un'asse di legno in modo che se dovessero inavvertitamente cadere all'interno possano uscire sfruttando la passerella. 

Come aiutare i ricci:
Se in giardino sapete di avere dei ricci potete sicuramente aiutarli in diversi modi:
- Facendo attenzione a non usare pesticidi o insetticidi tossici anche per loro
- Lasciando a loro disposizione un mucchio di foglie o fieno
- Portando del cibo
- Creando mangiatoie e casette. 
I ricci sono tendenzialmente onnivori, potete quindi somministrare carne, croccantini per gatti, scatolette. 
Da evitare assolutamente latte, mandorle, cereali e tutti gli ingredienti che in natura non potrebbero trovare. 



Nota della Blogger:
Ritengo di avere esperienza indiretta con i ricci, visto che mia sorella per non so quale ragione riesce sempre a trovare dei piccoli in difficoltà ed ogni volta che la vado a trovare nel periodo invernale trovo una scatola che ne ospita uno. 
Per esperienza posso dire che, se il centro veterinario vi chiede di ospitarlo per alcuni giorni, non vanno tenuti vicino alle stanze da letto, dato che si svegliano alla sera e iniziano a girare per la scatola tutta notte. 
Mangiano volentieri le crocchette dei gatti e un pò di verdura, e se mettete un piccolo contenitore per l'acqua capiscono in fretta come servirsene. Attenzione solo che sia un recipiente stabile perchè tendono a salirci sopra con le zampette e quindi a rovesciarlo. 
I ricci sono pieni di aculei per difendersi dai predatori, ma se maneggiati sapientemente non vi ferite, l'ho provato di persona. Magari le prime volte è opportuno indossare dei guanti in stoffa, tipo quelli da giardinaggio.
Sempre per esperienza, se il centro di soccorso ricci vi indica come aiutarli a idratarli sopratutto se sono molto piccoli (capita molto spesso, la cosa migliore sono iniezioni di soluzione fisiologica) chiedete un'alternativa diversa e magari da somministrare per bocca. La cute dei ricci è durissima se non si sa come fare, vi assicuro che noi abbiamo provato più volte ma la loro pelle è talmente dura che piega l'ago senza scalfirli, mentre il veterinario ovviamente più preparato riesce con un gioco di tira qui e lascia là ad iniettare al primo colpo. 
Ultima cosa, nel caso stiate pensando erroneamente che sono carini anche come animali domestici. Ripensateci ! Oltre ad essere animali selvatici e quindi soffrirebbero in casa (oltre che illegale) i loro escrementi emanano un tanfo tremendo ! (ovviamente in natura questo fatto è del tutto superfluo, ma dentro casa vi assicuro che non lo è ) . 


Vi segnalo la presenta dell'organizzazione Onlus SOS RICCI 
che si occupa del salvataggio e della gestione di questi piccoli animaletti. 
Tutti i responsabili sono volontari, e ogni tipo di sostegno ed aiuto è sempre ben gradito. 
Basta poco, da parte di tutti noi, per fare tanto ! 


Per tutte le info, SOS RICCI :-) 




Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali. 
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale. 
Se l'articolo vi ha colpito, interessato, se ha suscitato in voi qualche emozione, vi invito a scoprire 
l' Organizzazione OIPA Italia Onlus  e le loro battaglie www.oipa.org/italia 





More and more frequently in towns happen to find examples of curly , they are really nice , very habitual and often elicit a great desire to help them.
They are wild animals protected by law, can not be moved or detained except for serious health reasons and must be delivered to the wildlife rehabilitation centers of the zone.

We try to figure out what you need to help animals and which ones should not disturb.
The curls are crepuscular animals , come out of their dens in the late hours of the afternoon and continue traveling throughout the night . If you see a hedgehog during the day is a clear sign that something is wrong for that subject and must therefore be monitored.

Will be recovered by the injured hedgehogs , obvious cuts or abrasions , animals staggering , walking with difficulty or who are lying on your side and are not reactive . By nature, the hedgehog is a prey , so as not to appear weak in the eyes of potential predators tend to conceal his uneasiness. When symptoms are evident it is necessary to intervene in a timely manner , often the conditions are really critical .

E ' therefore necessary to recover the curls you have your eyes closed or encrusted and those that have major infestations by pests, very frequently are those with larvae , it is essential the timely intervention of the competent veterinary surgeon.

If you find litter with mom NOT touch anything ! The mother may be afraid , but if you do not intervene in any way should return to the nest to care for their children ( observed at a safe distance after a few hours the situation ) .
If you find small without a mother , you have to check their overall situation. If they are all together in the nest waiting , the mother could be around to look for food .
If the children are suffering, not very reactive and scattered in the vicinity of the nest must take immediate action.

The curls that are on the side of the road , near drains , traps, or else they can be moved, but leaving them in their area. Warning , this is very important, because the hedgehog in question could be a female and have puppies to look after.

Are to retain and deliver to the nearest center all curly in late October early November did not reach the weight of 550/600 grams, would not survive the ninth hibernation because they would not find enough supplies and in winter the necessary food to feed themselves.
See also worrying sign urchins wandering during the winter . In fact, this period should be hibernating and you should wake up only occasionally . This is a situation to monitor and intervene if necessary.

What do you do when you find a hedgehog in trouble:
Put it in a box with high sides (at least 50 cm) in which you have placed on the bottom of the paper, a Boulle hot water is fine but also a hot water bottle wrapped in paper, which occupy a maximum of half the surface area of the box .
It ' must be placed in a quiet room , with no other animals can disturb them.
Before feeding is necessary that their temperature is stable , the belly to the touch should not be cold .
You can drink water and sugar, and only then try to give food.
The key issue is not improvise care and do not administer any type of medication or flea without having heard the opinion of the veterinarian.
If the hedgehog has hurt the visit of the hedgehog must be done in a day .
Attention to the pools , especially in winter , put in a plank of wood so that if they were to accidentally fall inside can get out using the catwalk.

How to help hedgehogs :
If you know you have in the garden hedgehogs can certainly help in several ways:
- Taking care not to use pesticides or insecticides that are toxic for them
- Leaving at their disposal a pile of leaves or hay
- Bringing food
- Creating feeders and houses .
Hedgehogs tend to be omnivores , you can then administer meat, dry food for cats, small boxes .
To be avoided milk , almonds, cereals and all the ingredients that nature could not find.



Note from the Blogger:
I think I have indirect experience with the curls , because my sister does not know why he always manages to find the children in difficulty and whenever I visit in the winter time I find a box that has one .
From experience I can say that if the center veterinarian asks you to host it for a few days , should not be kept close to the bedrooms , as they wake up at night and begin to turn the box all night .
Cats like to eat the dog food and some vegetables, and if you put a small container (such as a cap of bottled mineral water ) containing water , they understand quickly.
The curls are full of quills to defend themselves from predators , but if handled wisely wounds there , I tried it in person. Maybe the first few times you should wear gloves made ​​of fabric, such as gardening .
Also for experience, if the rescue center urchin shows you how to help hydrate them especially if they are very small ( very often , the best thing to have injections of saline) and perhaps ask a different alternative to be administered by mouth. The cute hedgehog is very hard if you do not know how to do, I assure you that we have tried several times but their skin is so tough that bends the needle without scalfirli , while the vet obviously prepared with a game manages to pull here and leave it there to inject the first time.
Last thing, in case you are thinking erroneously that are cute as pets. Think again ! In addition to being wild animals and then suffer in the house (and illegal) their droppings give off a terrible stench ! (of course this fact in nature is totally superfluous , but inside the house I assure you that it is not) .


This article has been entirely taken from the specialist magazine Oipa International Organization for Animal Protection .
I chose to bring it back to give it greater visibility , to you who do not follow the trade magazines but , with great satisfaction , follow my channel.
If the item you hit , interested , if you have caused some excitement , I invite you to discover
 Organization OIPA Onlus and their battles www.oipa.org 

martedì 28 gennaio 2014

#BachecaPelosa #Pettorina vs. #Collare - #PetPost Harness vs. Collar

Ecco alcune delle leggende metropolitane più diffuse su uno strumento in grado di offrire numerosi e diversi vantaggi sia sia a voi che al vostro amico a quattro zampe: il guinzaglio pettorina non permette un corretto sviluppo fisico nei cuccioli, il guinzaglio pettorina mette a rischio le articolazioni e fa crescere le zampe storte, il guinzaglio pettorina è adatta solo a cani di piccola taglia, il guinzaglio pettorina causa dermatiti e irritazioni, con il guinzaglio pettorina il cane tira di più, e chi ne ha più ne metta. 

In queste frasi non c'è nulla di reale, e se qualcosa corrisponde non dipende certo dal guinzaglio pettorina in sé, quanto dal cane o dalla tipologia di prodotto utilizzato. 


Prima di proseguire però, è importante chiarire che stiamo parlando del guinzaglio pettorina ad H , cioè quello più presente in commercio e quello che tutti i veterinari raccomandano. 
Da non confondere con il modello scapolare, fatto a 8, spesso realizzato solo per un fine estetico di bellezza ma dannoso per l'animale, quello che si infila facendo passare le zampe anteriori e si chiude sopra le spalle. 

Il guinzaglio pettorina ad H si infila come un collare e ha due fettucce che si appoggiano lungo la schiena e sotto lo sterno del cane, agganciate a loro volta ad altre due fettucce che si chiudono ai lati della gabbia toracica. ( Per semplificare, è quello che si vede nell'immagine ) . 
In questo modo indossarla è senza dubbio più semplice e meno invasivo, e si evitano strofinamenti fastidiosi all'attacco delle zampe. 

L'aggancio per il guinzaglio si trova nella parte posteriore, in asse con il baricentro del cane. Questo significa che nel caso il vostro cane tiri regolarmente o per un imprevisto, sarà necessaria molta meno forza per trattenerlo, un vantaggio da non sottovalutare per la salute delle vostre articolazioni e anche quelle del cane. 

Il guinzaglio pettorina ad H non esercita nessuna pressione sul collo del vostro cane e gli permette di muoverlo in ogni direzione senza che si senta trattenuto. Questo rappresenta anche una forma di rispetto nei confronti dell'animale.

Dopo aver visto tutti i vantaggi offerti dal guinzaglio pettorina, è il caso di fare luce anche sugli aspetti negativi di uno strumento tanto diffuso quanto poco conosciuto come il collare

Un cane che viene sottoposto a strattoni sul collo, indipendentemente dal fatto che sia lui a tirarvi o voi a tirare lui, rischia serie lesioni alla colonna vertebrale e alla trachea, 
Per farvi capire meglio, vi sottopongo una piccola prova. Indossate un collare e agganciate un guinzaglio che darete ad un'altra persona, la quale camminerà per casa cambiando direzione senza avvisarvi. Anche se il suo gesto avverrà lentamente e in maniera visibile, sfido chiunque a fidarsi e a non rimanere in costante attesa consapevole del rischio e di conseguenza si mette in allerta per evitare che una zona così delicata subisca danni. 

Altra prova che è possibile fare, e questa volta voi non sarete in prima persona, è quella di seguire un cane al collare e il suo padrone quando li incontrate per strada. Noterete che prima o poi il collo dell'animale verrà sottoposto a una trazione, e questo perchè anche il padrone più calmo e premuroso, involontariamente, potrebbe cambiare direzione all'improvviso o continuare a camminare senza accorgersi che si suo cane si era fermato ad annusare qualcosa. 

Ora provate ad immaginare quante volte potrà succedere nell'arco della vita di un cane... non credete anche voi che il vostro amico a quattro zampe meriti un'attenzione e un rispetto maggiori? 

Nota della Blogger: 
Personalmente uso tutti e due gli strumenti, premettendo che i miei cani sono di grossa taglia e tirano tantissimo. 
Uso il collare per brevi tragitti dove conosco la strada e so cosa possiamo incontrare, mentre per tutti gli altri spostamenti mi trovo molto meglio con il guinzaglio pettorina, e non solo mi trovo meglio io, ma ho notato che la piccola di casa, che normalmente negli ambienti che non conosce è un pò spaventata, con il collare pettorina si muoveva con più disinvoltura, come se avere qualcosa intorno al corpo che l'abbraccia le dia maggiore sicurezza. 
Non posso fare altro che consigliarvelo assolutamente, ed invitarvi a scegliere, al momento dell'acquisto, un prodotto di buona qualità anche se un poco più costoso. Verrà ammortizzato con il tempo perchè durerà molto di più, e deve risultare comodo al cane, anche se indossato tutto il giorno. Il vostro amico ve ne ringrazia. 



Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali. 
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale. 
Se l'articolo vi ha colpito, interessato, se ha suscitato in voi qualche emozione, vi invito a scoprire 
l' Organizzazione OIPA Italia Onlus  e le loro battaglie www.oipa.org/italia 








Here are some of the most popular urban legends about a tool able to offer many different advantages to both you and your four-legged friend : leash harness does not allow a proper physical development in puppies , leash harness puts at risk the joints and makes them grow crooked legs , leash harness is only suitable for small dogs , leash harness cause irritation and dermatitis , with the dog pulls on the leash harness more, and those who so forth.

In these sentences there is nothing real , and if something is not certain from the leash depends bib itself, but from the dog or the type of product used .


Before continuing , however , it is important to clarify that we are talking about the H- harness leash , that is no longer present on the market and what all the vets recommend .
Not to be confused with the model scapular , done at 8, often made ​​only for a fine aesthetic beauty but harmful to the animal , the one that slips by passing the front legs and closes above the shoulders.

H harness leash pulls like a collar and has two straps that rest along the back and under the sternum of the dog, attached in turn to two other tapes that are closed at the sides of the rib cage . ( To simplify , it is what you see in the image ) .
In this way, wear is undoubtedly simpler and less invasive and avoids annoying rubbing attack the legs.

The coupling for the leash is located in the rear, in axis with the center of gravity of the dog. This means that if your dog pulls on a regular basis or for an unexpected , it will require much less force to restrain him, an advantage not to be underestimated for the health of your joints and also those of the dog.

The leash harness H exerts no pressure on the neck of your dog and allow him to move in any direction without that feels restrained . This is also a form of respect for the animal.

After seeing all the benefits of the harness leash , is the case also shed light on the negative aspects of an instrument as widespread as little known as the collar .

A dog that is subjected to tug on the neck , regardless of whether it is him or you to get you to pull him , he risks serious injury to the spine and trachea ,
To make you understand better, I submit a small test. Put a collar and a leash attached that you will give to another person, who will walk home for changing direction without alerting you. Although his gesture will slowly and in a visible manner , I challenge anyone to trust and not be constantly waiting aware of the risk and consequently you put on alert to prevent an area from being damaged so delicate .

Another test that you can do, and this time you will not be in the first person , is to follow a dog collar and his master when you meet them on the street. You will notice that sooner or later the neck of the animal will be subjected to traction , and this is because even the most calm and considerate boss , unintentionally , you may suddenly change direction or continue to walk without noticing that his dog had stopped to sniff something.

Now try to imagine how many times will happen over the life of a dog ... do you not that your four-legged friend deserves attention and respect more ?

Note from the Blogger:
I personally use both tools , the premise that my dogs are large dogs and they pull a lot.
Using the collar for short trips where I know the way and I know what we can find , while for all other movements I'm much better with the leash harness , and not only am I better myself , but I noticed that the little house , which normally in environments that do not know is a little scared, with the collar bib moved with more ease, as if they have something around the body that embraces give greater security.
I can not help but recommend it at all, and invite you to choose from, at the time of purchase, a product of good quality although a little more expensive . Will be amortized over time because it will last much longer , and the dog must be comfortable , even when worn all day. Your friend thanks you .

This article has been entirely taken from the specialist magazine Oipa International Organization for Animal Protection .
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martedì 21 gennaio 2014

#Bacheca Pelosa# Animali come oggetti - #PetPost# Animal as objects

Con il Natale come ogni anno migliaia di famiglie tra i regali da mettere sotto l'albero scelgono un cucciolo. 

Spesso però, quella che potrebbe essere l'occasione per dare una seconda possibilità ad un animale che vive da recluso, come un cane o un gatto ospite in un rifugio, diventa un momento di rinnovato pensiero sbagliatissimo da parte dell'uomo, in quando lo considera come un oggetto e si pensa quindi di avere il diritto di acquistarlo. 

Il primo momento in cui si pone la relazione con l'animale sul piano sbagliato, perchè non rispettoso del valore della sua vita,  proprio quello in cui si device di comprarlo. 

Le forme di business e lucro sulla pelle degli animali nate per rispondere alla grande domanda di cuccioli di cane e gatto sono molteplici, ma quelle con le quali è più facile venire in contatto sono i negozi di animali e gli allevamenti. 

A molti sarà capitato di essere trascinati davanti alla vetrina di un negozio di animali da un bambino innamorato dei cucciole che giocano in vetrina. Ma vi siete chieste da dove arrivano quei cuccioli? 
Fondamentalmente da due canali: traffici illegali oppure allevamenti. 

La maggioranza dei cuccioli che arrivano nel nostro paese dall'Est Europa sono piccolissimi, di 30 o 40 giorni e terrorizzati. Viaggiano per ore interminabili, rinchiusi in spazi angusti come scatoloni o borse, con documenti falsi che attestano quasi sempre un'età diversa da quella reale. 

Un cucciolo acquistato all'estero costa economicamente fino a venti volte meno del suo corrispettivo nostrano. E' quindi facile comprendere perchè molti negozianti scelgano di prendere questa strada. 

I cuccioli provenienti da allevamento a conduzione famigliare o da vere "fabbriche sforna cuccioli", strutture fatiscenti che ospitano femmine adibite solo alla riproduzione, rinchiuse in box piccolissimi, senza possibilità di uscire all'aperto, con pochissimo cibo a disposizione. Spesso queste fattrici, obbligate a portare avanti innumerevoli gravidanze, sono malate e sofferenti. 

Ovviamente i controlli sanitari non sono la priorità degli individui senza scrupoli che gestiscono questi traffici illegali. Il precoce distacco dalla madre può causare ai cuccioli sia problemi comportamentali che di salute. Privi delle difese immunitarie, possono così contrarre malattie mortali, come il cimurro, o perfino la rabbia, pericolosa anche per l'uomo. 

La separazione dei cuccioli dalla madre non dovrebbe avvenire prima dei 60 giorni di età proprio per l'importanza fondamentale che ha questa fase nello sviluppo del cucciolo. Nei negozi i cuccioli arrivano di circa 35-40 giorni di età, quindi questo vuole dire che il distacco è avvenuto molto prima di quanto dovrebbe essere concesso dalla natura. 
Gli stress del distacco e del viaggio creano un abbassamento delle difese immunitarie dei cuccioli, i continui contatti tra numerosi soggetti di cucciolate diverse favorisce l'instaurarsi di gravi patologie di naturale virale e parassitaria, che causano il decesso di una cospicua percentuale dei cuccioli. 

Quando la malattia e il decesso avvengono durante i passaggi importatore-grossista-negoziante si tratta di perdite di mercato ammortizzate dal basso costo di vendita. 
Quando la malattia e il decesso avvengono quando il cucciolo si trova già nella nuova famiglia che lo ha acquistato possono diventare fonte di denunce, reclami, cause, che però purtroppo troppo spesso vengono messe a tacere con la sostituzione con un nuovo cucciolo. 

Gli animali venduti nei negozi non provengono tutti dall'estero, ma anche da allevamenti, professionali, amatoriali o improvvisati, che nascono e commerciano nel nostro paese. 
Si passa quindi dal privato che fa accoppiare il suo cane o gatto femmina, all'allevamento riconosciuto e certificato, dove, pur essendo rispettate tutte le norme, la sostanza non cambia. L'animale è una merce dalla quale trarre profitto. I cuccioli vengono venduti, non dati in adozione, quindi non viene fatta una valutazione sull'acquirente per verificare se effettivamente è la persona adatta per quel tipo di cane e se sarà in grado di accudirlo e gestirlo al meglio. 

Molti animali comprati sull'onda dell'emotività e prestando attenzione solo a criteri estetici o all'idea che si ha di quella particolare razza, sono poi gli stessi che dopo qualche mese o anno finiscono nel box di un canile. Il motivo? Inadatti alla vita che conducono i proprietari o non corrispondenti alle loro aspettative. 

Titti i canili e i gattili sono pieni e continuano a nascerne per cercare di fare fronte alla continua domanda di posti in cui accogliere cani e gatti senza famiglia. 
La maggior parte degli animali che andrà ad occupare quei box e quelle gabbie non sono randagi, ma animali abbandonati da proprietari che li hanno acquistati con la stessa consapevolezza con la quale si acquista un elettrodomestico che dopo qualche mese viene dimenticato in un cassetto perchè non è più necessario. 

La conclusione non può che essere quindi una triste domanda. Quale senso, se non il profitto, può avere continuare a fare nascere animali, quando le gabbie sono ancora piene di vecchi cuccioli, ormai adulti, che invecchieranno dietro le sbarre? 


Nota della blogger: 
La situazione descritta non è ai confini della realtà, ma purtroppo la normale quotidianità che vive ogni città. 
Gli animali vengono sempre più spesso trattati e considerati come oggetti, da persone che non hanno il minimo significato di cosa sia una vita. Le stesse persone che non hanno il minimo rispetto per la vita umana, non possono averne certo per la vita animale. 
Diamo voce a chi non ce l'ha, ribelliamoci a questo girone infernale. Non acquistare, Adotta ! 


Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali. 
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale. 
Se l'articolo vi ha colpito, interessato, se ha suscitato in voi qualche emozione, vi invito a scoprire 
l' Organizzazione OIPA Italia Onlus  e le loro battaglie www.oipa.org/italia 




With Christmas as every year thousands of families among the presents to put under the tree they choose a puppy.
Often, however , what might be an opportunity to give a second chance to an animal that lives as a recluse , like a dog or a cat in a shelter guest , becomes a moment of renewed thinking totally wrong on the part of man, when the considered as an object, and then you think you have the right to buy it.

The first time you put the relationship with the animal on the wrong floor , why not respectful of the value of his life, just the one in which device to buy it.

The forms of business and profit on the skin of animals and designed to meet the great demand for puppies and cats are varied, but those with whom it is easier to come in contact with are pet shops and farms .

Many will ever be dragged in front of the window of a pet store by a child in love with the puppies playing in the window. But have you asked where they came from those puppies ?
Basically two channels : illegal trafficking or farms .

The majority of puppies that come to our country from Eastern Europe are very small , 30 or 40 days and terrified. They travel for endless hours , locked in tight spaces such as boxes or bags, with false documents evidencing an age almost always different from the real one.

A puppy purchased abroad is cost up to twenty times less than its counterpart ours . It ' easy to understand why so many retailers choose to take this route .

The puppies come from a family business or farm real " factories churning out puppies ," dilapidated structures that are home to the only breeding females engaged , locked in tiny boxes , without the possibility to go outdoors , with very little food available. Often these mares, obliged to carry out many pregnancies are sick and suffering .

Obviously, the health checks are not the priority of unscrupulous individuals who run these illegal trafficking. The early separation from the mother to the puppies can cause behavioral problems is that of health. Deprived of the immune system , can thus contracting deadly diseases like distemper , or even anger, too dangerous for humans.

The separation of the pups from the mother should not be made before 60 days of age because of the fundamental importance that this stage in the development of the puppy. In stores the puppies arrive approximately 35-40 days of age , then this means that the detachment occurred much earlier than should be allowed by nature.
The stress of detachment and travel create a lowering of the immune system of puppies , ongoing contacts between many actors of different litters favors the onset of serious diseases of natural viral and parasitic , causing the death of a large percentage of puppies.

When the illness and death occur during the steps importer - wholesaler - retailer it comes to market losses are amortized by the low cost of sale.
When the illness and death occur when the puppy is already in the new family that bought it can become a source of complaints , claims, causes, but unfortunately are too often silenced by replacing with a new puppy.

The animals sold in stores do not all come from abroad, but also from farms , professional , amateur or improvised , that are born and trade in our country.
It then goes from the private sector that does match his female dog or cat , livestock recognized and certified , where , despite being complied with all the rules , the substance does not change. The animal is a commodity from which to profit . The puppies are sold , not given up for adoption , so an assessment is made to determine if the purchaser is actually the right person for that type of dog and whether it will be able to look after it and manage it better .

Many animals bought on the wave of emotion and paying attention only to aesthetic criteria , or the idea that one has of that particular race, then are the same ones that after a few months or year end up in the box of a kennel . The reason ? Unsuitable for the lives they lead or the owners do not correspond to their expectations.

Tweety kennels and catteries are full and continue to nascerne to try to cope with the continuing demand for places to accommodate dogs and cats without a family .
Most of the animals that will occupy those boxes and the cages are not strays, but pets abandoned by owners who bought them with the same awareness with which you buy an appliance that is forgotten after a few months in a drawer because it is not longer needed.

The conclusion can therefore be a sad question . Which makes sense, if not profit, may have to continue to give birth to animals, the cages are still full of old puppies, now adults , who grow old behind bars ?


Note from the blogger :
The situation described is not the Twilight Zone , but unfortunately the normal everyday living each city.
Pets are increasingly being treated and considered as objects, from people who do not have the slightest meaning of what a life. The same people who do not have the slightest respect for human life , they can have some for animal life .
We give voice to those who do not have it , we rise to this hellhole . Do not Buy , Adopt !



This article has been entirely taken from the specialist magazine Oipa International Organization for Animal Protection.
I chose to bring it back to give it greater visibility, to you who do not follow the trade magazines but, with great satisfaction, follow my channel.
If the item you hit, interested, if you have caused some excitement, I invite you to discover
l 'Organization OIPAOnlus and their battles www.oipa.org 

venerdì 20 dicembre 2013

New Video OnLine " Happy Christmas ... PETS CHRISTMAS 2013 !

Nuovo Video sul mio canale YouTube.
 
" Happy Christmas ... PETS CHRISTMAS 2013 "

Tanti Auguroni di Buone Feste, a Tutte Voi , e a tutti i vostri piccoli Pelosi ! ♥ 


 
 

martedì 11 giugno 2013

# Bacheca Pelosa # Il coniglio come compagno di vita [OIPA]

Il coniglio come compagno di vita
La Collina dei Conigli Onlus - Centro di Recupero per Animali da Laboratorio
Parco di Monza - www.lacollinadeiconigli.net




La scelta del conigli come animale da compagnia è sempre più diffusa e negli ultimi anni la sua presenza nelle famiglie italiane è aumentata moltissimo: si stima infatti che abbia raggiunto il terzo posto tra gli animali d'affezione. Tuttavia sul suo conto ci sono ancora troppe convinzioni errate e molte persone non sanno come gestirlo correttamente.

Bisogna tener presente che si tratta di un animale preda, timoroso e diffidente per natura, e conquistare la sua fiducia potrebbe richiedere tempo e pazienza.

Questo animaletto silenzioso ha un linguaggio tutto suo e bisogna osservarlo attentamente per poterlo comprendere appieno. Nonostante ciò, riesce a farsi capire e a esprimere le proprie simpatie o antipatie.

Ad esempio, il coniglio Bubu, gentile con la compagna Letizia e amorevole con la sua bipede Betta, è invece in conflitto con il bipede Luca e , appena i loro occhi s'incrociano, lui alza il codino e fa pipì, poi va via indignato, ma loro lo amano anche per questo.

Ma come si gestisce un coniglio?
Non bisogna sottovalutare l'impegno che richiede (sia economico, sia in termini di tempo) perché la sua vita può durare anche oltre 12 anni, durante i quali avrà bisogno di vaccinazioni e visite veterinari almeno due volte all'anno.
Sarà importante farlo sterilizzare per garantirgli un benessere fisico e psichico, infatti esiste il rischio, per le femmine non sterilizzate, di ripetute gravidanze isteriche e nell'80% dei casi, dopo due anni di vita, si sviluppano tumori all'apparato riproduttivo, mentre nei maschi gli ormoni in circolo possono essere fonte di notevole stress e portare il coniglio alla continua necessità di marcare il territorio e a comportamenti aggressivi.

Il veterinario dovrà essere specializzato in animali esotici, affinché possa prendersi cura correttamente di lui.
Si tratta di un animale delicato e che, in quanto preda, tende a nasconde i suoi malesseri, bisogna quindi saper cogliere ogni piccolo segnale per essere certi di poter intervenire tempestivamente.
Quando un coniglio sta male, un ritardo potrebbe essergli letale!

Sfatiamo il mito che il coniglio sia un animale da gabbia! Basti pensare che è in grado di saltare più di un metro d'altezza e correre fino a 75km/h per capire quanto sia crudele forzarlo alla reclusione.
Un coniglio in gabbia è infelice, nervoso e aggressivo e ovviamente non potrà dare quel ritorno affettivo che ci si aspetterebbe da un animale da compagnia.

Ogni coniglio ha la sua personalità, ma per poterlo apprezzare è necessario lasciargli la totale libertà di esprimersi e interagire con noi.

Se non siamo disposti ad accettare qualche rosicchiata, pallina o laghetto in giro per casa, se vogliamo avere sempre la casa perfetta e senza peli sul divano, il coniglio (o qualunque animale!) non fa per noi.
Se invece vogliamo un animale che con noi contribuisca a rendere la casa vissuta, allora basterà qualche piccolo accorgimento per renderla " a prova di coniglio " e salvaguardare così i nostri arredi e la sua salute.

Dietro un atteggiamento apparentemente distruttivo si può anche nascondere uno stato di disagio che può essere dovuto a diversi fattori (mancanza di attenzioni, un cambiamento in casa, ... ) e sta a noi cercare di risolvere il problema.
Un esempio? Il coniglio Ricky, ariete testardo, che è stato abbandonato due volte perché devastava la casa e invece adesso, con la sua nuova famiglia, si comporta benissimo, a dimostrazione del fatto che ambiente e persone possono influenzarne il comportamento.

Il coniglio è un animale pulito e imparerà a usare la lettiera per i bisogni esattamente come fanno i gatti. Per la sua sistemazione saranno sufficienti una lettiera, un portafieno, un beverino e qualche gioco a sua disposizione ( si tratta infatti di un animale intelligente e curioso, che ha bisogno di stimoli per non annoiarsi ) .

Cosa mangia il coniglio? L'alimento principale è il fieno, che dovrà essere a sua disposizione 24 ore su 24 e sostituirà l'erba che mangerebbe in natura. La sua dieta poi sarà integrata da un vasto assortimento di verdure e ogni tanto potrà comprendere qualche pezzetto di frutta.
Ricordiamo che il coniglio è un animale erbivoro stretto e non dovrà mai essere alimentato con mangimi a base di semi e cereali, che purtroppo si trovano comunemente in commercio.

In ultimo facciamo presente che il coniglio Ã¨ un animale sociale e che , per quanto possa apprezzare la compagnia umana, ha bisogno anche di quella di un suo simile.

Se vi sentite pronti ad aprire la vostra casa a un coniglio, o meglio ad una coppia di conigli, non acquistateli, scegliete l'adozione!
In questo modo non incrementerete lo sfruttamento e il traffico di esseri viventi e regalerete un seconda possibilità a un animale sfortunato.
I conigli in cerca di casa sono tantissimi, recuperati dai frequenti abbandoni o dai laboratori di sperimentazione, e voi potreste cambiare il loro destino!




Nota della Blogger :
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

Se l'articolo vi ha colpito, interessato, se ha suscitato in voi qualche emozione, vi invito a scoprire
l' Organizzazione OIPA Italia Onlus  e le loro battaglie www.oipa.org/italia

martedì 4 giugno 2013

# Bacheca Pelosa # Soccorso agli animali feriti [OIPA]

Soccorso di animali feriti: un dovere morale ma anche un adempimento di legge




Da qualche tempo stiamo assistendo a comunicazioni televisive e a mezzo stampa sull'omissione di soccorso degli animali feriti. 
Analizziamo quindi cosa prevede la legge in materia cercando id dare qualche consiglio prativo per comprendere come precedere se ci troviamo coinvolti o assistiamo ad un indicente stradale con danno ad animali.

Con la Legge n. 120/10 "Disposizioni in materia di sicurezza stradale", è stata introdotta un'importante disposizione a tutela dei diritti degli animali .
L'Art. 1 89, comma 9 bis, del Codice della Strada prevede la violazione che possiamo definire amichevolmente "omissione di soccorso" di animali feriti, in occasione di un sinistro stradale.
" L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o pretetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno" .
Chiunque non ottempera a tali obblighi è punito con al sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559 . Inoltre "le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso". In tal caso, la violazione comporta una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311 .
Sanzione pecuniaria più elevata per colui che ha cagionato l'incidente ma obbligo di soccorso da parte di Tutti colore che rimangono coinvolti.

Notiamo, inoltre, che la tutela riguardante non è limitata agli animali d'affezione e sussiste l'obbligo di soccorso a prescindere che l'animale sia o meno di proprietà privata. La violazione comporta quindi un illecito amministrativo, ma non la violazione di legge penale e, pertanto, non risulta possibile considerare "reato" l'omissione di soccorso di animali feriti, anche se la giurisprudenza pare essere dalla nostra parte.

Il caso si riferisce alla citazione a giudizio di una donna per il delitto di maltrattamento di animali perché la stessa, dopo avere investito accidentalmente un gatto, senza necessità e giustificazione alcuna, ometteva di prestare all'animale le dovute cure, impedendo anche ad altre due persone di accedere all'interno del cortile dove si era verificato il sinistro e di poter portare l'animale ferito dal veterinario, cagionandone così la morte che sopravveniva dopo due giorni di agonia.

Successivamente il GIP del Tribunale di Busto Arsizio dichiarava di non dover procedere in quanto le lesioni riportate dal gatto non furono conseguenza di sevizie e il comportamento omissivo tenuto dall'imputata non integrava il reato di maltrattamento; insomma, per il giudice nessun reato in mancanza di un'azione dolosa.

Ma il Procuratore Generale non si è fermato e ha effettuato ricorso avverso la sentenza.
La Corte di Cassazione, Sessione III, con sentenza n. 29543/11 ha evidenziato che il fatto non appare integrare l'ipotesi di delitto di maltrattamento di animali ma, si legge nella sentenza, "sussiste però l'evento di morte dell'animale previsto dall'art. 544 bis c.p. (...)".
La condotta tenuta dalla donna, ovvero l'aver impedito ad altre persone di soccorrere l'animale e di non essersi fermata per le opportune cure del povere gatto, può qualificarsi come un comportamento omissivo con ha cagionato la morte dell'animale. Sulla base delle osservazioni della Corte, gli atti sono stati quindi rimessi al Pubblico Ministero per potere dimostrare il comportamento illegittimo della donna.

La modifica al Codice della Strada ha previsto anche la possibilità dell'uso di sirena e lampeggiante per le ambulanze e i mezzi di soccorso per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi di urgenza. Un apposito Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - n. 217 del 9/10/2012- ha disposto un Regolamento di attuazione, definendo le condizioni per le quali il trasporto di un animale può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, e la documentazione da esibire dopo l'eventuale controllo da parte delle autorità di polizia stradale.

Ma come comportarsi se ci troviamo coinvolti in un sinistro stradale con animali feriti?
La prima cosa da fare è contattare le forze di polizia, segnalando dove ci troviamo e chiedere un tempestivo intervento per il soccorso dell'animale.

Il dipartimento veterinario dell' ASL territorialmente competente può infatti intervenire per il soccorso dell'animale.
Nel caso in cui non sia possibile ottenere aiuto dal personale specializzato, possiamo recarci con l'animale presso la clinica veterinaria più vicina.
Inoltre, se siamo testimoni di omissione di soccorso di un animale ferito, cerchiamo di raccogliere tutte le prove  del caso, al fine di segnalare il trasgressore alle autorità competenti, affinché sia sanzionato con multe salate !


Nota della Blogger:
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

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martedì 28 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Colonie Feline, Istruzioni per l'uso [OIPA]

Colonie Feline: Istruzioni per l'uso



Se pensiamo ai gatti che vivono in liberà ad alcuni forse verrà in mente il famoso felino di un cartone Disney, Romeo il gatto del Colosseo, sornione micio rosso senza padrone che bighellonava per le strade. Probabilmente il simpatico Romeo apparteneva a quella che si chiama colonia felina, ma cerchiamo di capire insieme che cos'è.

Contrariamente a quello che molti pensano il gatto non è un animale girovago, o meglio, lo è fino a che riesce a trovare un territorio ottimale dove può facilmente reperire del cibo e in cui si sente protetto.

A quel punto vi si stabilisce insieme ad altri membri e crea quella che chiamiamo una colonia felina: un vero e proprio gruppo sociale, in cui vigono tra gli appartenenti norme di convivenza ben precise.

Tutti siamo portati da tempi immemori a considerare il gatto un animale domestico. Non sono pochi quelli che stentano a credere possa vivere bene anche senza una cuccia morbida, una ciotola di crocchette e un tiragraffi al seguito, ma è davvero così?

Dobbiamo riconoscere che nonostante il gatto viva a stretto contatto con l'uomo da ormai migliaia di anni ha saputo conservare la sua indipendenza e il suo istinto meglio di chiunque altro.

Questo fa si che la colonia felina, se gestita bene, possa essere un ambiente ottimale in cui i gatti possano vivere in libertà. Senza dubbio, perché questo accada, è essenziale garantire le condizioni di sicurezza degli appartenenti, infatti il ruolo principale della "gattara", oltre a quello di nutrirli, è quello di soccorrerli prontamente in caso di necessità.
Tutti i componenti della colonia felina sono infatti prontamente sterilizzati e testati per le principali malattie infettive, e questo non è certo un compito facile, in quanto oltre ad avere quotidianamente a che fare con epidemie, nuovi arrivi e di conseguenza cuccioli e gestanti, ci si deve scontrare con il pericolo dell'uomo.

E' anche vero che da quanto le colonie feline sono tutelate dai responsabili qualificati, le persone stanno più attente a rispettare la legge.

Quest'ultimo è uno degli aspetti più importanti relativo alle colonie feline; devono infatti essere censite e registrate alla ASL di competenza da un'associazione o da un ente protezionista e sono conseguentemente tutelate dalla legge 281 del 1991, secondo la quale nessuno può spostare i gatti, che hanno diritto ad essere accuditi nel rispetto delle norme igieniche nella loro sede abituale.
La legge prevedeva l'integrazione delle norme da parte di altre leggi regionali, quindi, a seconda della vostra regione, le cose possono cambiare su alcuni aspetti.

Quello che è certo è che i gatti hanno il diritto di essere accuditi e nutriti e che le ASL devono farsi carico delle sterilizzazioni senza dimenticare che sempre la stessa legge condanna gli atti di crudeltà ed i maltrattamenti nei confronti di qualsiasi animale.

Secondo l'ultimo censimento, attualmente in Italia sarebbero presenti circa 8 milioni e mezzo di gatti. E' una cifra che può impressionare ma non è difficile comprendere che il numero è di molto superiore alle famiglie disposte ad ospitarli.

Alcuni studi illustrano gli allarmanti dati in caso di mancata sterilizzazione ebbene in soli 6 anni una gatta può generare potenzialmente 70.000 discendenti. Sono cifre da capogiro che ci fanno comprendere l'importanza della sterilizzazione all'interno delle colonie feline, specialmente tenendo conto del fatto che un gran numero di malattie si trasmettono con graffi e morsi, prerogativa dei combattimenti durante i calori come l'immunodeficienza felina (FIV) o la peritonite infettiva (FIP).

L'OIPA gestisce rifugi protetti, immersi nel verde mirati ad arginare il problema sempre più elevato del randagismo della zona. Un piccolo parco verde a disposizione dei mici che hanno la fortuna di abitarvi: alberi su cui arrampicarsi, cespugli in cui nascondersi, cuccette in cui riposare e vaschette di cibo e acqua che puntualmente vengono pulite e riempite dai volontari, che costantemente si occupano degli abitanti dell'oasi.

Le leggende metropolitane vedono le "gattare" come individui bizzarri sempre un po' bistrattat, ma la realtà è molto differente; i volontari e le volontarie che gestiscono le colonie feline sono persone meravigliose, disposte ad appostamenti di ore, magari di notte o al gelo, per catturare un membro malato, disposte ad organizzarsi per distribuire il cibo a orari regolari, in modo che i gatti si abituino ad esser presenti, che soffrono quando uno di loro purtroppo non ce la fa e che allestiscono cucce calde d'inverno e freschi ripari in estate per il benessere dei loro amati gatti.

Apprezziamo quindi queste persone e l'immenso lavoro che svolgono, ricordando che ognuno di noi può dare il suo contributo donando del cibo o aiutando fisicamente chi si occupa delle colonie feline.



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martedì 21 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Randagi in difficoltà ? L'OIPA risponde [OIPA]

Randagi in difficoltà? L'OIPA risponde. Nel 2012 la sede nazionale ha donato oltre 180 quintali di cibo per cani e gatti in tutta Italia




Grazie al contributo di soci e sostenitori l'OIPA ha potuto fare la differenza per migliaia di animali randagi in tutta Italia.

Nel 2012 la sede nazionale ha potuto acquistare oltre 180 quintali di cibo destinati a gattili, canili, colonie feline curate dai volontari e cani randagi delle zone a più alto tasso di randagismo, come Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Gli alimenti sono stati acquistati solo da aziende appartenenti alla lista definita positiva perché non si avvalgono di test sugli animali. La si può consultare QUI ( http://www.oipa.org/italia/petfood/liste.html )

L'ingente quantitativo di cibo distribuito si va ad aggiungere ai 220 quintali di scatolette e crocchette donate da Almo Nature alle sezioni emiliane dell'OIPA per gestire l'emergenza terremoto in Emilia Romagna a giugno 2012. Si può leggere qui l'articolo relativo all'attività svolta QUI ( http://www.oipa.org/italia/2012/randagismo/terremotoalmo.html ) .

La sede nazionale OIPA, inoltre, raccoglie quotidianamente pet food grazie ai tavoli informativi organizzati presso i centri commerciali e lo distribuisce direttamente alle oltre 90 sezioni OIPA distribuite in tutta la penisola affinché possano sfamare gli animali che accudiscono.

Grazie al vostro supporto abbiamo potuto fare la differenza per tanti animali. Continuate a sostenerci! (Grazie anche da parte della Blogger! )


Nota della Blogger:
 
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martedì 14 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Shiseido: stop ai test sugli animali [OIPA]

Shiseido: Stop ai test sugli animali



Il 28 febbraio 2013 Shiseido, la maggiore azienda cosmetica giapponese, ha annunciato lo stop dei test sugli animali per i cosmetici e i prodotti semi-farmaceutici, inclusi i test commissionati a terzi.

Il divieto entrerà in vigore ad aprile 2013.

Dal 2009 la lega membro OIPA JAVA (Japan Anti-Vivisection Association) ha lanciato la campagna "Salva i conigli! Protesta contro i test per i cosmetici" raccogliendo firme contro Shiseido e chiedendo lo stop dei test sugli animali e l'introduzione di metodi alternativi.

Inizialmente la compagnia ha mostrato indifferenza, ma grazie alle pressioni delle associazioni animaliste come JAVA, degli attivisti e dei consumatori, Shiseido ha organizzato cinque incontri interni tra giugno 2011 e gennaio di quest'anno per discutere ed esaminare la questione.

L'azienda ha quindi dichiarato che garantirà la sicurezza dei prodotti attraverso dati ottenuti da test già effettuati, test in vitro e test finali sugli umani. Inoltre, la compagnia ha riferito che, in accordo con la direttiva dell'Unione Europea, relativa ai test cosmetici, non eseguiva più test sugli animali già dal marzo 2011.

Esiste tuttavia un'eccezione: il divieto non sarà applicato nel raro caso in cui non esista alcuna alternativa per garantire la sicurezza dei prodotti.

Inoltre, i prodotti esportati verso la Cina continueranno a essere testati sugli animali come richiede il paese.

L'OIPA è soddisfatta dell'importante decisione presa da Shiseido, (e anche noi), ottenuta grazie all'impegno e alla pressione di JAVA e, continuerà a supportare le campagne dell'associazione contro le altre maggiori aziende di cosmetici giapponesi.



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martedì 7 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Stop alla catana in Emilia Romagna [OIPA]

Vittoria Storica: L' Emilia Romagna è la Prima Regione Italiana a vietare la detenzione a catena per i cani.



Il burrascoso iter del progetto di modifica della Legge N.5 del 2005 sul benessere animale in Emilia Romagna è giunto all’epilogo sperato e caldeggiato da tutti coloro che combattono per il rispetto dei diritti animali: la nuova legge regionale vieta infatti, per la prima volta in Italia, la detenzione dei cani alla catena.
 
 Questa vergognosa forma di detenzione, purtroppo molto diffusa, provoca gravi danni fisici e psichici e rappresenta a tutti gli effetti un maltrattamento.

La battaglia ingaggiata dagli animalisti per ottenere questo importantissimo risultato era partita alcuni mesi fa con lo sciopero della fame di un animalista di Ravenna, Davide Battistini, e portata poi avanti dalle associazioni che hanno raccolto firme e si sono battute fino all’ultimo affinché non venissero apportate modifiche peggiorativa alla legge.
 
Un’altra importante innovazione è rappresentata dalla possibilità di ricevere la visita del proprio cane o animale da compagnia per le persone ricoverate in ospedali, case di cura o di riposo: un provvedimento illuminato che prende finalmente in considerazione l’importanza e il valore del rapporto uomo-animale.
 
L’Emilia Romagna ha creato un precedente di civiltà che ci auguriamo possa diventare il termine di paragone per tutte le altre regioni italiane.
 
A tutti coloro che hanno dato voce a chi non può difendere da solo i propri diritti, va il nostro più sentito GRAZIE!
 
 
 
 
 
Nota della Blogger :
 
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