martedì 19 luglio 2016

Roberto Centazzo " Toccalossi e il Fascicolo del '44 " - Recensione Libro

ROBERTO CENTAZZO

TOCCALOSSI E IL FASCICOLO DEL '44
 
 
 
 

Dati Generali Libro :
<a rel="nofollow" href="http://www.amazon.it/gp/product/B008PL7TBY/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B008PL7TBY&linkCode=as2&tag=matutteame-21">Toccalossi e il fascicolo del '44 (Tascabili. Noir)</a><img src="http://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=matutteame-21&l=as2&o=29&a=B008PL7TBY" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none !important; margin:0px !important;" />

Genere : Gialli
Editore : Frilli
Data uscita : 31/07/2012
Pagine : 216
Prezzo di Copertina : € 10,00
Ebook : € 1,99
EAN : 9788875637132




 
 
 
 
Trama :
 
È appena passato Natale. Il procuratore Toccalossi e gli uomini del capitano Maugeri potrebbero godersi un po' di riposo e prepararsi alle vacanze di capodanno. Ma in Darsena una costosa barca viene incendiata la notte del 27 dicembre. Un'inchiesta fiacca che stenta a partire e che potrebbe non portare a nulla. Come l'altro caso a cui Toccalossi sta lavorando: un omicidio avvenuto nel 1944, alla fine della guerra. Un sergente della Divisione San Marco ha sparato a un soldato del suo reggimento, con una raffica di mitra. Il fascicolo, per una serie di meccanismi burocratici, è giunto sul suo tavolo sessant'anni dopo il fatto. Cos'è successo veramente quel 12 agosto del 1944? Perché nessuno ha indagato prima? E, soprattutto, dove passerà lui, l'ultimo dell'anno? Assalito dal ricordo di un amore giovanile e tampinato dalla sua assistente Erminia, invaghitasi di lui, Toccalossi si dedica anima e corpo alla soluzione dei due casi con una salda convinzione: l'inquirente ha una sola strada preclusa ed è quella del pregiudizio. Dentro ogni fascicolo c'è la vita delle persone. Un magistrato non ha o non dovrebbe avere nemici da combattere, ma verità da far emergere, piccole o grandi che siano.
 
 
 
 
Mia Recensione :
 
Chi segue le mie recensioni saprà che mi sono incuriosita a volere scoprire questo autore dopo che per caso ho letto il suo romanzo “ Squadra Speciale Minestrina in Brodo “ e mi era piaciuto molto.
 
Sarà il fatto che le vicende della squadra speciale sono carine, mentre i primi romanzi di questo autore, quelli dedicati al Giudice Toccalossi come questo, non ce la faccio proprio a farmeli piacere.
 
Possono essere apprezzati da chi ama il genere poliziesco, dove sicuramente non si annoieranno durante la lettura e rimarranno sorpresi dal finale.
 
Io proprio ci rinuncio.
 
La storia è anche carina, in questo romanzo troviamo il Giudice Toccalossi qualche giorno da dove lo avevamo lasciato il libro precedente.

Se nel precedente, forse per solitudine, il giorno di Natale ha baciato la sua assistente, in questo ci troviamo qualche giorno prima di Capodanno, e già sta cercando di allontanarla, con pochi risultati ammettiamolo, quando vogliamo qualcosa noi donne siamo davvero tenaci.
 
Sulla sua scrivania giunge un fascicolo datato ’44 , dove un omicidio di guerra non è mai stato chiuso. Sembra infatti che un soldato abbia ucciso un componente della sua squadra. Strano che queste indagini non siano state chiuse.

Ci penserà ora Toccalossi, 60 e passa anni dopo, perché il figlio del soldato ucciso merita giustizia.
 
Vi consiglio di arrivare alla fine del libro perché il finale è inimmaginabile. Un colpo di scena che io non mi aspettavo di certo.
 
Purtroppo però, in tutta la narrazione ci sono troppe parti a mio avviso noiose. Non tanto la parte tecnica del lavoro di polizia, che sono anche carine da introdurre ogni tanto, ma proprio il modo in cui viene narrato quello che Toccalossi pensa.
 
Capita infatti che durante l’indagine si risveglino ricordi di quando era un ragazzo, e lui voglia rincorrere e rivivere questi ricordi. Ecco, la parte dove lui si fa i suoi “viaggi mentali” è davvero troppo per me, lunga, inconcludente e soprattutto ad un certo punto credo che l’autore abbia un po’ perso il filo della narrazione, perdendo di vista la narrazione principale delle indagini per inoltrarsi nei ricordi della gioventù di Toccalossi.
 
Decidiamoci, o si tratta di un poliziesco o di un libro sentimentale psicologico.

Tutte e due le cose non ci stanno proprio. Peccato perché se avesse tenuto la parte dei ricordi più corta e meno dettagliata sarebbe anche potuto essere carino per un continuo della saga.

In effetti un colpo di scena finale fa prevedere che nel prossimo libro si ripartirà da li, ma io getto la spugna.
 
Sono sicura che, per arrivare al libro che vi ho detto, che mi è piaciuto, il suo stile narrativo deve ancora crescere e lo farà senza dubbio nei tre romanzi dedicati a Toccalossi che sono successivi a questo, ma scusami Roberto Centazzo, ci sono tantissimi libri che vorrei leggere e poco tempo a disposizione per perderlo nella lettura di libri che mi annoiano.

Se la saga della Squadra Speciale avrà un seguito sicuramente sarò curiosa di leggerla, ma a mio avviso Toccalossi per me si chiude qui.
 
Come potrete capire, le mie recensioni sono per lo più di libri che vi consiglio, ma ogni tanto ne capita anche qualcuno dove il mio consiglio è, se non vi prende da subito, lasciate perdere!
 
Come sempre vi do appuntamento alla prossima recensione librosa, sperando di trovare un buon libro da consigliarvi per questa estate.