martedì 28 maggio 2013

# Bacheca Pelosa # Colonie Feline, Istruzioni per l'uso [OIPA]

Colonie Feline: Istruzioni per l'uso



Se pensiamo ai gatti che vivono in liberà ad alcuni forse verrà in mente il famoso felino di un cartone Disney, Romeo il gatto del Colosseo, sornione micio rosso senza padrone che bighellonava per le strade. Probabilmente il simpatico Romeo apparteneva a quella che si chiama colonia felina, ma cerchiamo di capire insieme che cos'è.

Contrariamente a quello che molti pensano il gatto non è un animale girovago, o meglio, lo è fino a che riesce a trovare un territorio ottimale dove può facilmente reperire del cibo e in cui si sente protetto.

A quel punto vi si stabilisce insieme ad altri membri e crea quella che chiamiamo una colonia felina: un vero e proprio gruppo sociale, in cui vigono tra gli appartenenti norme di convivenza ben precise.

Tutti siamo portati da tempi immemori a considerare il gatto un animale domestico. Non sono pochi quelli che stentano a credere possa vivere bene anche senza una cuccia morbida, una ciotola di crocchette e un tiragraffi al seguito, ma è davvero così?

Dobbiamo riconoscere che nonostante il gatto viva a stretto contatto con l'uomo da ormai migliaia di anni ha saputo conservare la sua indipendenza e il suo istinto meglio di chiunque altro.

Questo fa si che la colonia felina, se gestita bene, possa essere un ambiente ottimale in cui i gatti possano vivere in libertà. Senza dubbio, perché questo accada, è essenziale garantire le condizioni di sicurezza degli appartenenti, infatti il ruolo principale della "gattara", oltre a quello di nutrirli, è quello di soccorrerli prontamente in caso di necessità.
Tutti i componenti della colonia felina sono infatti prontamente sterilizzati e testati per le principali malattie infettive, e questo non è certo un compito facile, in quanto oltre ad avere quotidianamente a che fare con epidemie, nuovi arrivi e di conseguenza cuccioli e gestanti, ci si deve scontrare con il pericolo dell'uomo.

E' anche vero che da quanto le colonie feline sono tutelate dai responsabili qualificati, le persone stanno più attente a rispettare la legge.

Quest'ultimo è uno degli aspetti più importanti relativo alle colonie feline; devono infatti essere censite e registrate alla ASL di competenza da un'associazione o da un ente protezionista e sono conseguentemente tutelate dalla legge 281 del 1991, secondo la quale nessuno può spostare i gatti, che hanno diritto ad essere accuditi nel rispetto delle norme igieniche nella loro sede abituale.
La legge prevedeva l'integrazione delle norme da parte di altre leggi regionali, quindi, a seconda della vostra regione, le cose possono cambiare su alcuni aspetti.

Quello che è certo è che i gatti hanno il diritto di essere accuditi e nutriti e che le ASL devono farsi carico delle sterilizzazioni senza dimenticare che sempre la stessa legge condanna gli atti di crudeltà ed i maltrattamenti nei confronti di qualsiasi animale.

Secondo l'ultimo censimento, attualmente in Italia sarebbero presenti circa 8 milioni e mezzo di gatti. E' una cifra che può impressionare ma non è difficile comprendere che il numero è di molto superiore alle famiglie disposte ad ospitarli.

Alcuni studi illustrano gli allarmanti dati in caso di mancata sterilizzazione ebbene in soli 6 anni una gatta può generare potenzialmente 70.000 discendenti. Sono cifre da capogiro che ci fanno comprendere l'importanza della sterilizzazione all'interno delle colonie feline, specialmente tenendo conto del fatto che un gran numero di malattie si trasmettono con graffi e morsi, prerogativa dei combattimenti durante i calori come l'immunodeficienza felina (FIV) o la peritonite infettiva (FIP).

L'OIPA gestisce rifugi protetti, immersi nel verde mirati ad arginare il problema sempre più elevato del randagismo della zona. Un piccolo parco verde a disposizione dei mici che hanno la fortuna di abitarvi: alberi su cui arrampicarsi, cespugli in cui nascondersi, cuccette in cui riposare e vaschette di cibo e acqua che puntualmente vengono pulite e riempite dai volontari, che costantemente si occupano degli abitanti dell'oasi.

Le leggende metropolitane vedono le "gattare" come individui bizzarri sempre un po' bistrattat, ma la realtà è molto differente; i volontari e le volontarie che gestiscono le colonie feline sono persone meravigliose, disposte ad appostamenti di ore, magari di notte o al gelo, per catturare un membro malato, disposte ad organizzarsi per distribuire il cibo a orari regolari, in modo che i gatti si abituino ad esser presenti, che soffrono quando uno di loro purtroppo non ce la fa e che allestiscono cucce calde d'inverno e freschi ripari in estate per il benessere dei loro amati gatti.

Apprezziamo quindi queste persone e l'immenso lavoro che svolgono, ricordando che ognuno di noi può dare il suo contributo donando del cibo o aiutando fisicamente chi si occupa delle colonie feline.



Nota della Blogger:
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

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