martedì 30 aprile 2013

# Bacheca Pelosa # Stop ai test animali sui cosmetici, ma attenzione! [OIPA]

11 Marzo 2013 : fine della violenza sugli animali per i cosmetici (ma facciamo attenzione)



Ci siamo ! A partire dall' 11 Marzo 2013 è in vigore su tutto il territorio dell'Unione Europea il divieto di sperimentazione - leggasi vivisezione - sugli animali per i prodotti cosmetici, intendendo con tale affermazione sia il prodotto finito sia ogni singolo ingrediente o combinazione di ingredienti (divieto di sperimentazione) nonché il divieto di immettere sul mercato europeo prodotti cosmetici finiti e ingredienti o combinazione di essi che siano stati sperimentati su animali in Paesi terzi (divieto di commercializzazione).

Questo divieto è configurabile come un vero e proprio evento storico, una vittoria di tutti quegli animalisti e quei cittadini civili che da decenni si battono contro la tortura di miliardi di animali che ha avuto il solo scopo di arricchire le tasche di industriali senza scrupoli.

Tuttavia, per almeno tre motivi è importantissimo sottolineare che il giustificato entusiasmo dovuto all'entrata in vigore di questo divieto non deve distrarre chi ha a cuore la propria sicurezza e il destino degli animali.

Ma quali sono i test che una nuova sostanza chimica deve superare per essere immessa sul mercato? Innanzitutto, vi sono alcuni test cosiddetti regolatori, cioè obbligatori:
  1. tossicità acuta;
  2. mutagenesi;
  3. tossicità ripetuta;
  4. tossicità riproduttiva (o teratogenicità)
Tuttavia, alcuni ingredienti di futuri cosmetici molto penetranti (e dunque metabolizzabili dall'organismo) devono seguire l'iter dei farmaci ed essere sottoposti anche ai cosiddetti test di tossicocinetica.
Le sostanze che superano questa prima schermatura, affronteranno test più specifici:

a. irritazione della pelle;
b. corrosione della pelle;
c. fototossicità;
d. fotoirritazione;
e. assorbimento percutaneo;
f. irritazione dell'occhio.
Infine, è previsto il test del prodotto finito.

Finalmente, da lunedì 11 marzo 2013, la legge impone che nessun altro animale venga sacrificato per la nostra cieca e sorda vanità e questo -è importante ribadirlo- deve essere considerato un grandissimo traguardo.


 Tuttavia, per almeno tre motivi, ritengo importantissimo sottolineare che il giustificato entusiasmo dovuto all'entrata in vigore di questo divieto -il settimo emendamento della Direttiva cosmetici, che verrà sostituita a luglio dal Regolamento 1123/2009- non deve distrarre chi ha a cuore la propria sicurezza e il destino degli animali.

In primo luogo, infatti, rimane in vigore il Regolamento Reach che stabilisce che qualunque sostanza chimica con la quale l'uomo possa venire in contatto debba essere testata sugli animali qualora non siano disponibili metodi sostitutivi. Questo significa che è ipotizzabile il ricorso a particolari escamotage da parte delle aziende per continuare a sperimentare su animali anche sostanze che poi rientreranno nell'industria della cosmesi.

In secondo luogo, resta il dubbio per tutte quelle sostanze che -pur rientrando nel settore della cosmesi- sono state sino ad oggi sottoposte al regime dei farmaci in quanto in grado di penetrare maggiormente nell'organismo umano. Tali sostanze devono passare anche i test di tossicocinetica e come saranno trattate dopo l'11 marzo non può essere considerato ancora chiaro.

Infine, in terzo luogo, l'articolo 18, paragrafo 2, comma 6, del Regolamento 1123/2009 stabilisce condizioni eccezionali in base alle quali sarà possibile la concessione di deroghe al divieto di sperimentare sugli animali e quanto queste condizioni saranno davvero eccezionali dipenderà anche dal controllo che saprà esercitare l'opinione pubblica.



Nota della Blogger:
 
Questo articolo è stato interamente preso dalla rivista specialista Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Ho scelto di riportarvelo per dargli maggiore visibilità, a voi che non seguite le testate specializzate ma, con somma soddisfazione, seguite il mio canale.

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